L’intervento interviene dopo il percorso in età evolutiva e quindi in un momento più strutturato, dove avvengono le proposte di attività specifiche di tirocinio, che sono finalizzate a migliorare l’inclusione e favorire nuovi apprendimenti con la fissazione delle relative competenze da parte dell’utente coinvolto nel percorso.
Si tratta sostanzialmente di creare le condizioni per permettere alla persona di attivare e sperimentare risorse adeguate per adattarsi all’ambiente lavorativo, anche se in situazione di inabilità. Un ambiente che deve essere inteso sia in senso fisico che sociale, nel quale poter utilizzare suddette risorse al meglio, incidendo così sulla sua qualità della vita.
La persona rimane in carico al servizio riabilitativo della Fondazione ma attua interventi non ambulatoriali, tipicamente in una delle aziende della rete di cui la Fondazione ha saputo dotarsi in questi anni. Interventi tesi a diversificare i sostegni e gli strumenti per ampliare e/o mantenere le abilità possedute, anche se in condizione di inabilità al lavoro formalizzata. L’utente è seguito da un tutor (esperto in una delle branche riabilitative previste dal D.Lgs 502/92 e s.m.i.) per tutta la durata del progetto, di cui ha responsabilità il medico responsabile di servizio e si integra nel piano riabilitativo individuale.