Gli IAA sono gli Interventi Assistiti con gli Animali: percorsi educativi, terapeutici o riabilitativi in cui l’animale diventa un “mediatore relazionale”. Non si tratta semplicemente di stare con un animale, ma di attività strutturate e seguite da professionisti. In Italia gli IAA vengono spesso svolti con cavalli, cani o asini e coinvolgono figure come psicologi, terapisti, educatori, tecnici e coadiutori dell’animale.
Per le persone con disabilità del neurosviluppo — ad esempio autismo, ADHD, disabilità intellettiva, disturbi della comunicazione o plusdotazione con fragilità emotive — gli IAA possono essere molto importanti perché aiutano a lavorare su:
- regolazione emotiva;
- comunicazione e relazione;
- autostima;
- attenzione e concentrazione;
- gestione dell’ansia;
- coordinazione motoria e percezione corporea;
- autonomie personali.
L’animale crea una relazione non giudicante e immediata. Molte persone che fanno fatica nella comunicazione verbale riescono invece a entrare in relazione attraverso il contatto con l’animale, il movimento e la cura. Nel caso del cavallo, inoltre, il lavoro è particolarmente efficace perché il cavallo “risponde” molto allo stato emotivo della persona: obbliga a rallentare, a trovare equilibrio, attenzione e coerenza. Negli IAA con il cavallo la relazione non inizia quando si monta in sella: comincia molto prima.
Attività come: spazzolare il cavallo, pulire gli zoccoli, mettere capezza e sella, accompagnarlo, dargli acqua o cibo, sono fondamentali perché sviluppano competenze emotive, relazionali e pratiche.
Questi momenti aiutano a: creare fiducia; imparare il rispetto dei tempi e dei bisogni dell’altro; aumentare il senso di responsabilità; migliorare motricità fine e coordinazione; lavorare sulla sensorialità; favorire calma e concentrazione.
Per molte persone neurodivergenti il contatto corporeo regolato e prevedibile con il cavallo è molto rassicurante. I movimenti ripetitivi dello spazzolamento, il ritmo lento della preparazione e il contatto fisico possono avere un forte effetto di regolazione emotiva e sensoriale.
Gli esercizi cambiano in base all’età, agli obiettivi e alle caratteristiche della persona. Non sono “lezioni di equitazione” tradizionali, ma attività costruite su obiettivi terapeutici o educativi.
Possono includere:
Esercizi motori
- mantenere la postura;
- lavorare sull’equilibrio;
- coordinare movimenti;
- cambiare posizione in sella;
- esercizi di lateralità e schema corporeo.
Il movimento del cavallo trasmette impulsi ritmici molto utili per il controllo del corpo e del tono muscolare.
Esercizi cognitivi
- seguire percorsi;
- ricordare sequenze;
- giochi di attenzione;
- attività con colori, numeri o oggetti;
- problem solving.
Esercizi relazionali ed emotivi
- dare indicazioni al cavallo;
- imparare a gestire frustrazione e attesa;
- riconoscere emozioni;
- lavorare sulla fiducia.