Via al progetto ‘Vite in Movimento’: attività motoria e sport per i ragazzi del Ced

Si chiama ‘Vite in Movimento’. È il nuovo progetto avviato dalla Fondazione Roma Litorale ETS. Coinvolge 13 ragazzi dei laboratori di socializzazione del Centro Semiresidenziale Riabilitativo. Si fonde con un altro dei progetti pilastri: ‘Sport Life’.

“La disabilità – spiega il direttore sanitario della Fondazione Roma Litorale, il dottor Francesco Cesarino – può essere definita come una compromissione di uno o più aspetti del funzionamento globale. Nell’età evolutiva la compromissione può interessare, in relazione alla patologia di base, le abilità cognitive, linguistiche, sociali e anche motorie. Da qui la scelta di potenziare i percorsi già attivi”.

Vite in Movimento: come funziona

“Tre volte a settimana – sottolinea la responsabile del Centro Diurno della Fondazione Roma Litorale, Daniela Pierlorenzi – i ragazzi, coadiuvati da una fisioterapista e una educatrice, supervisionati dal dottor Santospagnuolo medico fisiatra della Fondazione, svolgono attività motorie diverse: ginnastica posturale, percorsi motori e giochi motori. Mentre altri 3 giorni attività ludico sportive con un allenatore”.

“L’attività motoria – afferma la dottoressa Pierlorenzi – ha un riflesso importante sull’attività cognitiva. Tutto ciò che apprendiamo si cristallizza se viene associato a una memoria corporea. I ragazzi con disabilità intellettiva hanno difficoltà a dare senso a pensieri astratti come ‘sopra, sotto, avanti, indietro, sinistra’. Concetti pratici che hanno poi risvolti nella vita quotidiana. Rendere questi pensieri concreti attraverso l’attività motoria facilita il processo di apprendimento”.

Pieno sviluppo del potenziale umano, del senso di dignità e autostima

“Il progetto ‘Vite in movimento’ – chiosa il dottor Adriano Santospagnuolo, medico fisiatra della Fondazione Roma Litorale Ets – in linea con quanto evidenziato nella Costituzione italiana e nella Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità è finalizzato ‘al pieno sviluppo del potenziale umano, del senso di dignità e dell’autostima ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità umana; allo sviluppo, da parte delle persone con disabilità, della propria personalità, dei talenti e della creatività, come pure delle proprie abilità fisiche e mentali, sino alle loro massime potenzialità; a porre le persone con disabilità in condizione di partecipare effettivamente a una società libera’. L’attività fisica e lo sport, coi dovuti adattamenti, possono di fatto diventare espressione del diritto soggettivo al pieno sviluppo del potenziale umano della persona, in quanto ‘tutti i diritti umani e le libertà fondamentali sono universali e includono senza riserve le persone con disabilità”.

Al progetto ‘Vite in Movimento’ partecipano Giuseppe, Davide, Lorenzo, Federica, Allison, Tommaso, Barbara, Francesca. Nei percorsi motori sono inseriti anche Giuseppe, Stefania, Monica e Diana Galasso.

Le operatrici impegnate abitualmente impegnate nelle attività sono la fisioterapista Silvana Matteini coadiuvata dalla maestra d’arte Anna Lippi.

Cuciniamo per poter essere sempre più indipendenti

Leave a reply