Fabio più forte dell’autismo. “Imparo a fare il cameriere in un ristorante di Ostia”

Trentaquattro anni, l’autismo come ingombrante compagno di viaggio e la voglia di provare ad avere una vita il più possibile in linea con i ragazzi della sua età. Pur con tutte le sue difficoltà.

Fabio non ha mai mollato. E da marzo ha trovato un nuovo percorso. Grazie alla Fondazione Roma Litorale, che lo segue ormai da 16 anni, e a Gianluca Stampone titolare di ‘Gusto Glam’ ristorante in piazza Anco Marzio a Ostia, ha iniziato un tirocinio protetto.

Tre volte a settimana aiuta i camerieri a sistemare la sala, apparecchiare e sparecchiare i tavoli, pulire il bancone e anche, di tanto in tanto, a portare pietanze ai tavoli.

“È un ragazzo che apprende tutto molto velocemente – afferma Gianluca Stampone -. È davvero volenteroso. Più passa il tempo più riesce a memorizzare e capire le dinamiche di un lavoro complicato come quello della ristorazione. Spesso e volentieri è lui a insegnare qualcosa a noi. Ci ricorda quanto siano importanti le cose della vita che diamo per scontato. Consiglio a qualunque imprenditore di provare questa esperienza che ti restituisce tantissimo e ti accresce. Il fatto che ci sia un tutor messo a disposizione dalla Fondazione Roma Litorale è importantissimo e agevola di molto il rapporto con lo staff e l’inserimento lavorativo”.

“Fabio è con noi ormai dal 2007 – spiega Stefano Galloni, direttore generale della Fondazione Roma Litorale ente che si occupa di oltre 450 bambini e ragazzi con fragilità sul litorale laziale -. Ha fatto un importante percorso che ci ha poi permesso negli ultimi anni di avviare una serie di tirocini protetti che hanno avuto come obiettivo quello di migliorare ulteriormente le sue autonomie e la sua qualità della vita”.

“Il suo è un importante esempio di come, costruendo progetti di vita da molto piccoli, anche di fronte a fragilità che sembrano escludenti e in presenza di aziende virtuose come Gusto Glam che ringrazio per la possibilità che ci ha dato, si possano avviare tirocini potetti grazie ai quali consentire anche a ragazzi inabili al lavoro di sentirsi parte di un contesto lavorativo, rendersi utile e trovare grande giovamento e felicità”.

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