DSA. Fondazione Roma Litorale ente accreditato dalla Regione Lazio per la valutazione

La Fondazione Roma Litorale è ente accreditato dalla Regione Lazio per la valutazione dei DSA, disturbi specifici dell’apprendimento.

“Con l’accreditamento regionale – spiega il direttore generale della Fondazione Roma Litorale, Stefano Galloni – completiamo un iter che ci vede da tempo impegnati in questo campo. Da oggi qualsiasi famiglia potrà recarsi nella nostra sede, sul Lungomare Duca degli Abruzzi 24/1, e ottenere una valutazione clinica che avrà una validità non solo scientifica ma di atto pubblico, in virtù dell’istituzionalizzazione del rapporto con il Servizio Sanitario regionale anche per questa attività. Un servizio determinante che sarà erogato con la consueta qualità umana e professionale, con costi il più possibile vicini alle esigenze delle famiglie, visto il mercato spregiudicato avviatosi anche su queste condizioni di fragilità dei ragazzi”.

Ma cosa sono i DSA?

“Quando si parla di Disturbi Specifici dell’Apprendimento – sottolinea Francesco Cesarino, direttore sanitario della Fondazione Roma Litorale – si fa riferimento ad un disturbo del neurosviluppo che coinvolge la capacità di leggere, scrivere e fare calcoli in modo corretto e fluente. Questi disturbi si manifestano all’inizio della scolarizzazione”.

È La legge 170 dell’ottobre 2010 a riconoscere ‘la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia quali disturbi specifici dell’apprendimento e tutela il diritto allo studio di bambine e bambini, ragazze o ragazze con DSA, prevedendo a scuola l’uso di strumenti compensativi e misure dispensative’.

“La valutazione di un DSA – afferma ancora il dottor Francesco Cesarino -, va effettuata in presenza di possibili difficoltà scolastiche e segue protocolli scientificamente validati che si articolano attraverso un percorso definito da ‘linee guida’ ufficiali a cui la Fondazione Roma Litorale si attiene. Va fatta non prima della fine della seconda elementare”.

Come avviene la diagnosi DSA

“Il neuropsichiatra infantile – spiega ancora Cesarino – incontra il minore alla presenza di almeno uno dei genitori, raccoglie l’anamnesi e imposta il percorso valutativo. In questa fase è possibile anche un eventuale colloquio con gli insegnanti che possono essere coinvolti nella compilazione di un questionario. Seguono una serie di incontri con gli psicologi e i logopedisti dell’equipe che servendosi di ‘tests’ specifici, valutano il funzionamento cognitivo e gli apprendimenti.

“Al termine degli incontri, gli specialisti dell’equipe si confrontano ed elaborano la relazione diagnostica finale che contiene anche le proposte degli interventi riabilitativi e scolastici da attivare. In questa fase è possibile anche un eventuale colloquio con gli insegnanti. L’ultimo incontro del percorso, è il colloquio di restituzione, in cui il neuropsichiatra incontra i genitori e li informa dei dati emersi dalla valutazione e delle strategie da adottare. Nella seconda parte della certificazione, sono poi elencati e descritti gli strumenti e le misure dispensative da utilizzare a scuola e a casa”.

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