Cristiano, la mielopatia e il servizio Saish

Mielopatia da ipotensione liquorale. Sei casi in tutto il mondo.

Cristiano ne soffre da quando aveva 26 anni. Un sorriso misurato, un carattere temprato, una giornata piena zeppa di impegni: sport, teatro, piscina.

“Una persona straordinaria che è sempre di insegnamento” dice la dottoressa Giada Capogna, responsabile del servizio di assistenza domiciliare Saish della Fondazione Roma Litorale ETS che segue Cristiano da ormai diversi anni.

I primi sintomi e la scoperta della mielopatia

“È iniziato tutto abbastanza casualmente, alla fine del 2004 – ricorda lui -. Ero con mio padre in vacanza a Seattle, correvamo e non riuscivo a poggiare bene il piede destro. La cosa è peggiorata, perdevo l’equilibrio, facevo fatica a camminare. La trafila dei neurologi è stata infinita, ma le diagnosi finivano sempre con un ‘tutto ok nessun problema’. Ma i problemi c’erano e peggioravano. L’ultima speranza fu un neurochirurgo che già mi aveva avuto in cura quando ero bambino. Mi mandò a Firenze. Era il 2013. Lì mi diagnosticarono la Mielopatia da ipotensione liquorale. Tornai a Roma. Fui ricoverato e operato. Riuscirono a fermarne l’avanzata ma ormai era troppo tardi per risolvere il problema”.

Una vita da riscrivere da capo

“Ero su una sedia a rotelle, avevo una lunghissima riabilitazione davanti a me. Persi il lavoro di addetto alla sicurezza in aeroporto che amavo moltissimo. Fu un duro colpo. Un periodo difficilissimo che sono riuscito a lasciarmi alle spalle grazie alla mia famiglia e alla voglia di voltare pagina. Oggi pratico tiro con l’arco dopo aver fatto un’esperienza all’Eur al centro paralimpico che mi ha molto stimolato, piscina, teatro, mi svago”.

Cristiano e il servizio Saish della Fondazione Roma Litorale

Da ormai qualche anno Cristiano è seguito dal Servizio Saish della Fondazione Roma Litorale ETS. “Ho trovato due nuovi amici che mi aiutano e mi supportano fisicamente, moralmente, socialmente e psicologicamente. Andiamo anche a cena fuori, al cinema. Ci sentiamo. Devo anche ringraziare la dottoressa Capogna, coordinatrice e responsabile del servizio. All’inizio facevo fatica. Volevo contare solo su me stesso, senza alcun aiuto. Essere autonomo. Mi hanno aspettato, teso la mano, fino a quando poi tutto ha iniziato a funzionare”.

Il direttore generale della Fondazione Roma Litorale

“Ogni caso è a sé ed esemplare – afferma il direttore generale della Fondazione Roma Litorale ETS, Stefano Galloni -. Cerchiamo ogni giorno di supportare e sostenere le persone che ci chiedono di far parte della loro famiglia. Cristiano è un esempio per tutti su come si possa prendere la vita con uno spirito indomito. Insegnamento per quanti per pigrizia, scarsa volontà o soltanto mero lassismo, non cercano di cogliere le tante possibilità che avrebbero. Ecco il nostro augurio di Natale, soprattutto per i più giovani: sappiate farvi parte attiva del vostro futuro, vivete con la stessa grinta di Cristiano, non lasciate morire i giorni inutilmente guardando uno schermo”.

 

 

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