Autismo. Mamma Bruna: “Non sottovalutate alcun sintomo”

“Quando nasce un figlio sei sempre impreparata. Nessuno ti insegna come fare il genitore, non c’è una scuola. Gabriel giocava da solo, beveva il latte esclusivamente con una cannuccia di colore blu, aveva tante fissazioni. Pensavamo fosse legato all’età, che tutto si sarebbe sistemato. Poi un giorno qualcosa cambiò. Aveva due anni e mezzo, la zia lo portò al mare e notò che Gabriel non le rispondeva. Lo chiamava ma era come lei non ci fosse. Le dissi che magari era un piccolo problema d’udito ma insistette per fare anche una visita da un neuropsichiatra. Arrivarono prima una diagnosi di Adhd e poi qualche anno dopo di sindrome dello spettro autistico. Se Gabriel è migliorato lo dobbiamo alla diagnosi precoce e alla Fondazione Roma Litorale. Ai genitori dico, non sottovalutate mai alcun sintomo”.

 

Bruna è una mamma che qualcuno definirebbe ‘multitasking’. Energica e coraggiosa, con la forza di chi vive ‘facendo tutto quello che si può affinché il nostro bimbo possa avere una vita il più normale possibile”.

 

“Gabriel fa molte terapie – dice -. Per migliorare la sua scogliosi pratica karate e nuoto. Come tutti i bimbi va a scuola, a catechismo e in chiesa. Ho dovuto lasciare il lavoro, impossibile conciliare tutto o trovare qualcuno che ti dia orari flessibili. Facevamo i salti mortali per pagare costosissime prestazioni private. Grazie alla Fondazione Roma Litorale la nostra vita è cambiata. Gabriel oggi a 11 anni è un altro bambino. Ha fatto passi in avanti incredibili. La strada è ancora lunga ma siamo molto più fiduciosi”.

 

“Grazie alla neuropsicomotricità ha affrontato con successo i suoi problemi motori e con la logopedia ha migliorato moltissimo il linguaggio. Ora parla bene. Ha superato tantissimi comportamenti problematici con la terapia cognitivo comportamentale. Ora dorme e mangia. Fino a poco tempo fa accettava solo cereali. Grazie alle terapiste della Fondazione Roma Litorale siamo riusciti a introdurre pasta, carne e frutta”.

 

“Le liste di attesa per la presa in carico pubblica purtroppo sono lunghissime. Bisogna dire che negli anni è stato fatto un grande lavoro ma la richiesta è ancora enorme – spiega il direttore generale della Fondazione Roma Litorale, Stefano Galloni -. Gabriel è riuscito ma ci sono ancora tanti bambini che devono attendere. Ecco perché da qualche anno abbiamo deciso inaugurare il cosiddetto ‘privato sociale’. Volevamo evitare che tante famiglie, soprattutto con fragilità economiche, dovessero fare i salti mortali per pagare terapie costosissime. Un problema che si è acuito ancora di più con la pandemia da Covid. Attraverso il ‘privato sociale’ riusciamo a garantire lo stesso servizio reinvestendo il 90 per cento delle risorse. L’evoluzione al pari della riforma del Terzo Settore ha aperto ora le porte anche alle prestazioni convenzionate con assicurazioni e mutue, una strada che abbiamo iniziato a percorrere e che sfrutteremo proprio per poter dare un servizio a tantissime famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà”.

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