
Successo per il primo corso sulla plusdotazione
Ha riscosso grande interesse e partecipazione il primo corso di formazione per le scuole del X Municipio sulla plusdotazione. Iniziativa promossa dalla Fondazione Roma Litorale Ets.
“Questa iniziativa nasce dalla necessità delle famiglie con figli e bambini plusdotati o ad alto funzionamento di vedere riconosciuti i propri diritti e un piano formativo all’altezza e non costruito invece su percorsi, ad esempio, per la disabilità gravissima – spiega il direttore della Fondazione Roma Litorale, il dottor Stefano Galloni -. Abbiamo deciso con i nostri soci e con il nostro consiglio di amministrazione di mettere a disposizione un corso per oltre 30 insegnanti delle scuole del territorio a cui abbiamo donato una grande parte di formazione che ha tipicizzazioni uniche in Italia, aprendoci poi al territorio che vorrà formarsi anche questo”.
“Abbiamo iniziato a occuparci di plusdotazione quasi per caso, diagnosticando alcuni anni fa il primo caso – afferma il direttore sanitario della Fondazione Roma Litorale, il dottor Francesco Cesarino -. Da lì abbiamo creato uno sportello per le famiglie e iniziato un percorso a 360 gradi che oggi ci vede avviare una collaborazione con gli istituti del territorio con l’obiettivo di avere diagnosi sempre più precoci e soprattutto esatte”.
“Durante il corso – sottolinea la dottoressa Alba Sunshine Bettoschi Ratti, neuropsichiatra infantile della Fondazione Roma Litorale – abbiamo chiarito in primis cos’è la plusdotazione e le differenze che ci sono tra bambini e ragazzi plusdotati (QI sopra i 130), ad alto potenziale (QI tra 120 e 130) e nella fascia medio superiore (superiore alla media ma nella norma). Approfondito le modalità di diagnosi. E i vari tipi di plusdotazione che sono tra loro molto diversi. Ci sono per esempio bambini che fanno di tutto per non essere notati e si adattano completamente al gruppo classe senza eccellere. Altri invece che brillano perché hanno capacità particolari e specifiche. Altri ancora catastrofici dal punto di vista scolastico: non studiano, assumono atteggiamenti provocatori e sviluppano problemi comportamentali e di condotta. Spesso sono anche ragazzi che manifestano disturbi dell’attenzione, di ansia e depressione. Nella maggior parte dei casi i bambini e ragazzi con plusdotazione o ad alto potenziale non vogliono studiare. A loro non interessa questa modalità di insegnamento. Non hanno bisogno di nozioni. Non sono contenitori da riempire con informazioni. Sono bambini e ragazzi che hanno bisogno di capire l’applicazione pratica delle informazioni che ricevono. Sono alunni che hanno sperimentato da soli l’intuito e non hanno alcuna fiducia nell’apprendimento meccanico. Abbiamo cercato inoltre di dare gli strumenti su come gestire questi alunni che sono estremamente complicati. È un percorso complesso che abbiamo iniziato con questo corso e che vogliamo continuare a intraprendere”.
“La formazione di area giuridica – conclude il direttore generale della Fondazione, Stefano Galloni – ha inserito nozioni utili a valutare il tema in relazione alle possibili discriminazioni cui direttamente o indirettamente un bambino con plusdotazione può essere sottoposto, qualora non si anticipi o ci si faccia trovare pronti alle imminenti innovazioni legislative. Novità che raccoglieranno il lavoro, spesso purtroppo soltanto parallelo seppur sovrapponibile, di famiglie, istituzioni, e quei pochissimi enti di valutazione e riabilitazione che hanno deciso di investire risorse sostanziali sul tema, in termini umani e soprattutto di strumenti. Da parte nostra il percorso da scegliere è stato lineare, famiglie da un lato riconosciute in un gruppo aperto all’interno di Fondazione con finalità di intercettare bisogni e informazione e indirizzo per l’organismo. Non a caso è nato un progetto formativo specializzato che ha accolto competenze cliniche in ambito medico-specialistico, giuridiche e in grado anche di confrontarsi con il personale docente per rendere il corso ancor più performante vista la sua fresca ideazione. Fondamentale per quanto riguarda la Fondazione è garantire come già avvenuto in questi 2 anni, diagnosi all’altezza della capacitò e storia dell’ente, attraverso un’equipe strutturata di professionisti serie e in grado di gestire anche diagnosi inaspettate per le famiglie. Purtroppo, in tema gifted le cronache non hanno rinviato esempi di eccellenza nel tempo e si stanno iniziando a vedere in alcuni territori offerte un po’ avventurose che espongono prima i prezzi piuttosto che gli strumenti. Fondazione Roma Litorale non vuole e non può porsi su un piano del genere, il percorso con i ragazzi con plusdotazione merita le stesse attenzioni, risorse e capacità da sempre impiegate sulle persone con disabilità. A breve il percorso formativo, che ha ormai esaurito la Sua fase pro bono per scuole di due diversi municipi della capitale, sarà disponibile nel nostro catalogo per le scuole. Da parte mia i complimenti alla Direzione Sanitaria e alla nostra Neuropsichiatra, per un percorso definito “oltre il livello universitario” dai partecipanti, a conferma che stiamo dando impulso nel modo corretto ai nostri principi statutari”.
Leave a reply