
Quando ‘Memory’ diventa fondamentale per Adhd e Dsa
Nel nostro lavoro con i bambini che presentano ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio), il gioco non è mai solo un momento di svago, ma uno degli strumenti educativi e terapeutici più importanti.
Spesso utilizziamo il classico ‘Memory’ (la ricerca delle immagini uguali). Dietro alla semplicità di questa attività si nasconde una vera e propria palestra per la mente, per l’autoregolazione e per le abilità sociali.
Ecco perché lo usiamo e quali competenze stimola:
- Allenamento dell’Attenzione e della Memoria Visiva: Per trovare le coppie, il bambino deve focalizzarsi, mantenere la concentrazione e memorizzare la posizione delle carte. È un esercizio formidabile per l’attenzione sostenuta e per la memoria di lavoro, spesso aree di sfida nell’ADHD.
- Rispetto delle Regole e dell’Autorità: Per i bambini con DOP, accettare un limite o una regola imposta può essere fonte di forte contrasto. Il gioco delle carte, avendo regole fisse e oggettive (“se non sono uguali si ricoprono”), permette di allenare il rispetto della struttura in modo neutrale e non conflittuale.
- Rispetto del Proprio Turno e Controllo dell’Impulsività: Aspettare che l’altro giochi senza intervenire richiede un grande sforzo di autocontrollo. Questo gioco aiuta a gestire l’impulsività, insegnando il valore dell’attesa in modo ludico e naturale.
- Socializzazione e Gestione della Frustrazione: Sbagliare una mossa o vedere l’altro vincere è un’ottima occasione per elaborare la rabbia e la frustrazione (un aspetto chiave nel DOP). Giocare insieme insegna a cooperare, a confrontarsi con l’altro e a gestire l’errore come parte del percorso.
Attraverso il gioco, trasformiamo lo sforzo emotivo e cognitivo in un’esperienza divertente e protetta, dove ogni carta girata è un passo in più verso l’autonomia, l’autocontrollo e la serenità.
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