
Quando lo sport fa la differenza
Davide, più forte di tutto. Una volontà d’acciaio. Una maturità che va oltre i suoi 12 anni. La testimonianza che le difficoltà si possono non solo superare, ma possono renderci migliori, più tenaci. La riprova che lo sport fa la differenza.
A tre anni e mezzo Davide varca i cancelli della Fondazione Roma Litorale per dei piccoli problemi legati al sistema uditivo. Nulla di così grave. Il percorso va alla grande. Il suo carattere di bambino va però fortificato. La soluzione? Lo sport. Ma non uno qualsiasi: uno di squadra consigliano i terapisti della Fondazione. Dove dividere gioie e frustrazioni, vittorie e sconfitte.
Davide sceglie il calcio. Inizia così a muovere i suoi primi passi nel Fiumicino, società della città. I suoi amici sono tutti lì. Ha talento, si vede. Si inizia a parlare di lui. Una delle due grandi squadre romane da lontano lo monitora, poi lo scorso anno la chiamata: “vieni a fare un provino” gli dicono. Lo supera e i cancelli per lui si spalancano.
Per la famiglia, tifosissima, vedere Davide con quel sorriso è un sogno. “Ma i sogni – raccontano mamma Federica e papà Andrea – richiedono fatica e sacrificio per conquistarli e continuare a viverli. Oggi è sotto contratto con una società professionistica: devi allenarti con dedizione e passione, avere comportamenti in linea con il suo blasone, sia all’interno che all’esterno. Lui lo sa. Ma finché torna a casa sereno, finché la fatica non supera la gioia, allora va bene”.
“La scuola? Davide è molto bravo a coniugare compiti e allenamenti. È la dimostrazione che con un minimo di organizzazione si può fare tutto”.
“Lo sport è stato un toccasana. Ha fortificato il suo carattere. Oggi è un bambino migliore. Ma è un esempio anche per noi. Le punizioni? Quando sbaglia certo, ma mon togliamo mai lo sport. Deve capire che un impegno va rispettato, sempre. Lo sport non è un capriccio. È un insegnamento di vita”.
“Un grande connubio tra Fondazione e famiglia, ma merito di Davide che ci ha messo del suo – afferma il direttore generale delle Fondazione Roma Litorale, il dottor Stefano Galloni -. L’esempio per le altre che ancora tardano nel favorire attività di inserimento propedeutiche allo sport o direttamente discipline, per paura che i ragazzi possano avere difficoltà. Ognuno di loro è un esempio a sé. Lì dove lavoro in Fondazione e sport si uniscono troviamo statisticamente i risultati migliori”.
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