Le funzioni esecutive. Quando allarmarsi per un comportamento

Le funzioni esecutive sono come direttori d’orchestra. O meglio, vigili urbani che aiutano i bambini a gestire pensieri e impulsi. A passare dal ‘faccio quello che mi va’ al ‘faccio quello che serve’.

Ma quando allarmarsi? Come capire che qualcosa non va? Ci sono test per valutare le funzioni esecutive?

Per i bambini dai 2 ai 6 anni utilizziamo la FE-PS, una batteria per la valutazione delle funzioni esecutive in età prescolare.

Attraverso attività strutturate sotto forma di gioco, la FE-PS permette di raccogliere informazioni su come il bambino gestisce l’attenzione, regola il comportamento e utilizza strategie di risposta diverse in base alle situazioni presentate.

Le prove previste sono diverse come l’osservazione di immagini, l’ascolto di consegne e l’interazione. In questo modo è possibile avere un quadro generale del bambino, mettendo in evidenza punti di forza e aspetti che possono essere sostenuti o potenziati nel tempo.

La FE-PS può essere utilizzata per monitorare nel tempo l’evoluzione delle competenze e per definire e adattare l’intervento riabilitativo.

Di solito lo somministriamo a cadenza semestrale e alla scadenza di un progetto terapeutico proprio per valutare eventuali miglioramenti, individuare gli ambiti di sviluppo e comprendere su quali aree sia ancora necessario intervenire.

LE VARIE PROVE

È prevista una prima fase di controllo, in cui vengono utilizzate delle carte che raffigurano delle X e una scacchiera, per facilitare la comprensione del compito.

Un’altra prova è quella dello Stroop giorno/notte. È prevista una prima fase di controllo, in cui viene utilizzata una scacchiera con delle X per facilitare la comprensione del compito. Nella seconda fase, invece, viene richiesto al bambino di inibire la risposta automatica: quando vede il sole deve dire “notte” e quando vede la luna deve dire “giorno”. Questa prova valuta la capacità di inibizione della risposta automatica, cioè la capacità di non rispondere in modo immediato e impulsivo allo stimolo.

È presente anche una prova con pupazzi, l’orso “cattivo” e l’elefante “buono”, durante la quale al bambino viene spiegato che deve eseguire solo ciò che dice l’elefante e non ciò che dice l’orso. Anche questa prova valuta l’inibizione della risposta e l’attenzione alle consegne.

Un’ulteriore prova richiede di osservare attentamente figure molto simili tra loro, valutando la capacità di analizzare i dettagli e svolgere un compito di ricerca visiva.

È stata inoltre somministrata una prova che valuta la capacità di attendere una gratificazione e di saper aspettare una ricompensa; il momento in cui il bambino batte la mano sul tavolo indica l’incapacità di tollerare ulteriormente l’attesa.

In un’altra prova il bambino deve cambiare strategia in base alla carta presentata, distinguendo se si tratta di una carta con bordo o senza bordo, valutando così la flessibilità cognitiva.

Infine, l’ultima prova è il “Tieni a mente”, che valuta la memoria di lavoro: al bambino viene richiesto di ricordare l’ultima figura appartenente a una determinata categoria.

Leave a reply