La nostra vita con Alessandro e l’ADHD

“Mi dicevano che ero pazza. Che Alessandro era solo un po’ vivace e si sarebbe calmato con l’età. Ma io l’ho portato in grembo. Sapevo che qualcosa non andava. L’Adhd è una patologia subdola, che arriva senza bussare e con la quale impari a fatica a convivere”.

Mamma Sabrina ha lo sguardo alto e forte. Una combattente. “Noi genitori non possiamo permetterci il lusso di scoraggiarci”.

“Ale era sempre molto agitato – dice -. La diagnosi ha solo confermato quello che sospettavo. Oggi è seguito dalla Fondazione Roma Litorale con una serie di interventi mirati dai quali trae grandi benefici. È migliorato molto anche se la strada è ancora lunga. Siamo temprati. Vogliamo il meglio per lui”.

Ma cos’è l’Adhd, diagnosi sempre più frequente negli ultimi anni. “Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività – afferma la dottoressa Alba Sunshine Bettoschi Ratti, neuropsichiatra infantile responsabile dell’area ‘età evolutiva’ della Fondazione Isc Roma Litorale, ente che segue oltre 500 bambini e ragazzi sul litorale romano – è una condizione clinica che si esprime attraverso un complesso di sintomi che riguardano le aree della disattenzione, iperattività e impulsività. I bambini Adhd sono spesso difficili da comprendere e ancora di più da gestire per genitori e insegnanti. Appaiono distratti, dimenticano facilmente oggetti personali e impegni, non sempre ascoltano quando gli si parla, sembrano ‘altrove’, come avessero sempre la mente impegnata in qualcos’altro. Non riescono a mantenere la concentrazione su un compito che pertanto appare incompleto, frammentato, approssimativo. Di fronte alle richieste che gli arrivano tendono a frustrarsi facilmente, manifestando spesso condotte di evitamento o di franca opposizione e sfida”.

“Alessandro è con noi dal 2019 e ha fatto grandi passi in avanti anche se non ha ancora del tutto superato i suoi comportamenti problematici – afferma la dottoressa Bettoschi -. Attualmente segue un progetto ad hoc con interventi di tipo cognitivo-comportamentali, psicoeducativo e di supporto alla didattica oltre a interventi assistiti con gli animali dai quali trae grande giovamento”.

“Oggi – continua mamma Sabrina – Alessandro fa discorsi di senso compiuto, mi racconta cosa fa a scuola. Studiamo insieme e ci aiutiamo con le mappe concettuali. È molto faticoso ma non demordiamo. È mio figlio e voglio il meglio per lui. A chi si trova ad affrontare una cosa del genere dico di avere tanta forza e non scoraggiarsi, perché i primi a farlo purtroppo sono proprio loro, i bambini. Devi fargli vedere il lato positivo. E se non riesce una cosa accarezzalo e digli lo faremo domani e ci riusciremo”.

“I casi di Adhd e Dsa sono decuplicati negli ultimi anni e questo ci chiama a un forte impegno – spiega il direttore generale della Fondazione ISC Roma Litorale, Stefano Galloni -. Siamo da tempo in campo in collaborazione con la neuropsichiatria delle varie Asl, abbiamo in programma di stringere anche rapporti di partenariato con le associazioni più valide, impegnate esclusivamente su questa patologia, in parte già conosciute nel vincente “progetto holter”, per capire se e come migliorare il sistema di presa in carico. Un modello partecipato con le famiglie, alla stregua di quello che è stato il progetto sperimentale per l’autismo poi divenuto una best practice nel Lazio e non solo”.

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