
Deglutizione e disfagia nelle persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo
La deglutizione, ovvero la capacità acquisita di convogliare sostanze solide, liquide, gassose o miste dal cavo orale allo stomaco, è congenita ed è naturalmente indispensabile per la sopravvivenza.
Si tratta di un meccanismo complesso e non privo di rischi dal momento che al cervello spetta il compito di coordinare tutte le strutture coinvolte.
Il termine che viene utilizzato per indicare qualunque disturbo della progressione del cibo dal cavo orale allo stomaco è quello di Disfagia, un sintomo segno di patologie di vario tipo.
La disfagia è associata, nell’adulto, a molte malattie neurodegenerative e neuromuscolari o come esito di episodi cerebrovascolari acuti, oltre a dipendere dall’impiego di farmaci tra i quali in neurolettici, utilizzati anche in caso di disturbi del comportamento in alcune patologie legate alla disabilità intellettiva e relazionale.
In età evolutiva i disordini dell’alimentazione e della deglutizione sono spesso associati a disabilità multiple, paralisi cerebrale, danno cerebrale traumatico, malattie genetiche, sindromi quali la Sindrome di Rett, la Sindrome di Down, disordini neuro-muscolari associati e patologie quali la miastenia gravis o la distrofia muscolare di Duchenne. Anche nelle persone con diagnosi di Autismo può essere presente un disturbo della deglutizione.
La disfagia nelle persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo
La disfagia è una problematica frequente nelle persone con disabilità intellettiva e viene spesso sottovalutata o addirittura non presa in considerazione dagli operatori del settore e dalle famiglie.
Se non trattata, può avere complicanze gravi come malnutrizione, carenze nutrizionali, calo di peso e disidratazione, infezione delle basse vie respiratorie, polmonite “ab ingestis” e soffocamento.
Una corretta gestione sia da parte degli operatori delle strutture sanitarie, residenziali, semiresidenziali o ambulatoriali, che prendono in carico queste persone e sia da parte delle famiglie, quando la persona vive in famiglia, è fondamentale per prevenire tali rischi e ridurre così la possibile insorgenza di complicazioni che possono avere gravi conseguenze sulla salute delle persone con disabilità intellettiva.
Ecco perché abbiamo realizzato un vademecum che può essere scaricato qui che dà indicazioni e regole di comportamento semplici ma che possono rivelarsi ‘salva vita’.
A cura del dottor Francesco Cesarino, neurologo e direttore sanitario della Fondazione Roma Litorale Ets e della dottoressa Daniela Pierlorenzi, responsabile centro diurno Fondazione Roma Litorale Ets
Leave a reply